A dicembre chi lavora in enoteca, in ristorante o in winebar riceve sempre la stessa domanda: «Cosa mi consigli di regalare?». La risposta peggiore è una bottiglia presa al momento, alla vigilia. La migliore è una lista già pensata: dieci vini, uno per ogni occasione, dal brindisi di apertura al finale dolce.
Il regalo di Natale non si compra, si consiglia. E per consigliarlo bene serve conoscerlo. Questa è la lista WineSide: le dieci tipologie di vino che in Italia si regalano davvero di più, abbinate ai produttori del nostro portafoglio.

1. Prosecco — il regalo che non sbaglia mai
Su dieci bottiglie scambiate a Natale, quasi due sono Prosecco. E nel portafoglio WineSide il Prosecco ha due anime:

- Botter (Asolo DOCG, Fossalta di Piave) — Il Prosecco che sta bene su un tavolo di festa perché è il formato festa.
- Brilla (Asolo Prosecco Superiore DOCG) — perlage fine, design curato: la nicchia premium che quasi non si vede mai in carta.
2. Metodo Classico — l’alta qualità che non si chiama Franciacorta
Chi regala bollicine e non vuole la solita spuma cerca il metodo classico:

- Alta Langa DOCG di Cuvage — il metodo classico del Monferrato, minimo 30 mesi sui lieviti, millesimato, da 0,75 a 6 litri. «Bollicine che vengono dalla nebbia» è una frase che da sola dice che cos’è.
- Trento DOC di Gaierhof (Siris, Chardonnay) — le bollicine dell’Altopiano, bianche con note di mandorla tostata.
3. Champagne — il dono che si presenta da solo
Da sempre il regalo per eccellenza. Ma in carta non dovrebbe stare solo la grande maison:

- Bliard (Val de la Marne, bio dal 1970) — lo champagne di spessore e purezza.
- André Heucq (Cuisles, quarta generazione, biodinamico) — le piccole maison che raccontano una famiglia, non un’industria.
- Michel Rocourt (Le Mesnil-sur-Oger, cuore blanc de blancs) — l’effetto «scoperta»: un nome che fa pensare a una grande tenuta.
4. Valpolicella — il rosso per tutti e quello dei grandi momenti
Due proposte, una sola casa: Valentina Cubi (Consorzio Vintesa).

- Ripasso Valpolicella — fruttato, immediato: il regalo «per tutti» che non stona.
- Amarone (Classico, Riserva, Rubino) — il rosso che si regala per i momenti importanti. L’Amarone è un vino, il regalo di per sé: non serve il biglietto.
5. Barolo — il regalo intramontabile, con il valore del cru
Gagliardo è l’unico produttore in campagna con una gamma Barolo che si regala da sola: otto cru (La Morra, Monforte, Monvigliero, Lazzarito, Fossati, Mosconi, Serra dei Turchi) più il Barolo classico, tutti in biologico. Il nome sul collo della bottiglia fa tutto il lavoro.

- Barolo
- Comunale di La Morra
- Comunale di Monforte
- Monvigliero
- Fossati
- Castelletto
- Mosconi
- Lazzarito
6. Brunello — il classico e il biodinamico
Due anime per uno dei vini più iconici d’Italia:

- Fattoi — il Brunello storico di Montalcino: la referenza che si riconosce senza spiegarla.
- Tenuta Corte Pavone (famiglia Loacker Wine Estates) — biodinamico, Sangiovese Grosso a 450 metri: il Brunello col profilo del grande vino, per il cliente curioso.
7. Dolce abbinamento — il finale che non stona mai
Per chiudere il cenone, o per chi regala il «dopo»: Acquesi, Asti DOCG metodo Martinotti. Dolce, frizzante, spumaggiante: l’abbinamento perfetto dei grandi lievitati e della pasticceria secca.

8. Taurasi o Aglianico — il rosso che sorprende
A chi dice «regalerei un bel rosso» la risposta pigra è sempre la stessa: Primitivo, Chianti, Montepulciano. Risposte giuste, ma banali. La mossa che pochi hanno: l’Irpinia, con Bellaria:

- Taurasi DOCG — 100% Aglianico, la corona dei rossi irpini. Un rosso che invecchia per decenni: si regala il futuro, quello che riaprirà nel momento che lo merita.
- Irpinia Aglianico DOC — lo stesso vitigno, profilo più immediato: l’ingresso per chi non ha mai provato l’Aglianico.
Dire «ti consiglio un Taurasi dell’Irpinia» è una frase che il cliente non la dimentica.
9. La scoperta — il vino con un nome che non è il solito
Ermacora (Colli Orientali del Friuli, in famiglia da 1922): bianchi e rossi autoctoni — Friulano, Ribolla Gialla, Refosco — da un territorio che molti clienti non conoscono. L’effetto sorpresa è il regalo.

10. Focus Francia — il dono che arriva da oltreconfine
Darvin porta in carta tre nomi francesi che valgono il viaggio: Schaller (Chablis), Mortet (Borgogna), Ultreia. Tre, non di più: una spolverata che dice «la selezione arriva fino a lì».

Perché comporla a novembre, non alla vigilia
La lista regalo non si compone il 23 dicembre: a dicembre i clienti arrivano e le risposte devono già essere pronte, una per ogni occasione. A novembre, WineSide ti presenta le dieci referenze nei formati da festa (magnum, 1,5 litri, fino a 6 litri): tu decidi cosa entra in carta. A dicembre non ti resta che consigliare.
E il consiglio, alla fine, resta il tuo — perché non vendiamo etichette. Vendiamo vini.
